Il Festival di Sanremo 2026 è ufficialmente iniziato, portando con sé l’emozione di una manifestazione che si
rinnova ogni anno, pur restando fedele alla propria storia. A guidare la manifestazione sonora dell’Ariston
c’è un bagaglio di esperienza che supera i trent’anni di Festival, quello del maestro Pinuccio Pirazzoli, figura
centrale di questa edizione. «L’Ariston è un po’ come casa mia e gestire chi salirà su quel palco è una sfida
bellissima», ha raccontato il Maestro, sottolineando come ogni Festival rappresenti un’emozione nuova,
nonostante la lunga esperienza. Un ruolo che va ben oltre il momento visibile in televisione: come lui stesso
ha affermato in più occasioni, la vita del direttore d’orchestra durante Sanremo è fatta soprattutto di lavoro
dietro le quinte, prove serrate e continuo confronto con artisti e arrangiamenti. Con il consueto spirito
ironico, Pirazzoli ama ricordare come quei giorni siano caratterizzati da grinta e sacrificio, perché l’orchestra
deve essere sempre pronta a rispondere a ogni esigenza musicale, adattandosi a stili e sensibilità molto
diverse. Negli ultimi anni, il lavoro dell’orchestra, con Pirazzoli in prima linea, è stato più volte riconosciuto
per l’elevata qualità artistica, come dimostra il Premio Speciale Assomusica assegnato all’orchestra del
Festival nell’edizione 2025. Considerato da molti il vero “custode del suono di Sanremo”, Pirazzoli è capace
di spaziare dagli arrangiamenti orchestrali più classici alle sonorità moderne, dal rock al rap, fino al pop
latino, richieste dai 30 cantanti in gara quest’anno. Oltre alla direzione, è anche un apprezzato arrangiatore,
chitarrista e compositore. Dopo la scomparsa dell’iconico Beppe Vessicchio nell’agosto 2025, il suo ruolo
assume un peso ancora maggiore come riferimento tecnico e istituzionale per l’intera struttura musicale Rai.
Dal 5 febbraio sono ufficialmente iniziate le prove orchestrali, che coinvolgono tutti gli artisti in gara
insieme all’orchestra del Festival e, come da tradizione, l’organizzazione del Festival prevede la presenza di
più maestri direttori d’orchestra, che si alternano durante le prove e nelle esibizioni dei diversi artisti. Dal
primo pomeriggio fino a tarda sera, in corso Matteotti, davanti al Teatro Ariston, i direttori si sono succeduti
sul palco per le prove ufficiali con l’orchestra.
Tra i nomi più prestigiosi spicca quello del maestro Alterisio Paoletti, apprezzato per la sua capacità di creare
arrangiamenti orchestrali ricchi, eleganti e avvolgenti, capaci di valorizzare le grandi voci senza mai
sovrastarle. Paoletti è maestro, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra, formatosi al Conservatorio
di Benevento, con una carriera che attraversa concorsi, festival e numerose collaborazioni nella musica
leggera. Al Festival di Sanremo ha già lasciato il segno anche come autore e arrangiatore: nel 2017 ha vinto
il Premio Giancarlo Bigazzi per il miglior arrangiamento con Di rose e di spine, interpretata da Al Bano.
I direttori d’orchestra continuano a essere una figura chiave nella preparazione delle esibizioni, soprattutto
durante le prove con l’orchestra sinfonica, dove si perfezionano arrangiamenti definitivi dei brani, si calibra
l’equilibrio tra voce e strumenti, si sperimentano le tonalità, si trova la sintonia ideale prima delle esibizioni
televisive. Un lavoro meticoloso che trasforma la musica scritta su carta in esecuzioni pronte per il palco
dell’Ariston.
Secondo le cronache, le prove più recenti sono state le seguenti:
- Michele Bravi ha provato sia il brano in gara (Prima o poi) sia la cover (Domani è un altro giorno di
Fiorella Mannoia), diretto dal maestro Alterisio Paoletti; - Mara Sattei è stata impegnata nelle prove del brano in gara e della cover sotto la direzione di un altro
maestro d’orchestra; - Tredici Pietro ha provato con l’orchestra diretto dal maestro Giovanni Pallotti;
- Patty Pravo era programmata per le prove orchestrali nella stessa giornata.
Sanremo 2026 entra così nel vivo, tra tradizione e rinnovamento, con l’orchestra e i suoi maestri pronti a
dare voce, suono ed emozione alla musica italiana.

Petruccelli Francesca
